Odontostomatologia


Implantologia dentale

  • Per implantologia (dentale) si intende quell'insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un paziente affetto da edentulismo totale o parziale mediante l'utilizzo di impianti dentali ovvero viti di metallo biocompatibile (titanio) inserite chirurgicamente nell'osso mandibolare o mascellare e che vengono successivamente connesse a protesi, fisse o mobili, per la restituzione della funzione masticatoria. Tali impianti possono essere di diverse forme, inseriti in diverse sedi con tecniche differenti e poi connessi alle protesi con diverse tempistiche a seconda della situazione clinica specifica.
    La chirurgia odontoiatrica é un campo specifico della chirurgia orale e maxillofacciale. Si trattano malattie e lesioni dei denti, della regione mascellare e della mucosa orale.
    L’ implantologia dentale è quell’insieme di tecniche chirurgiche finalizzate a riabilitare funzionalmente un paziente affetto da edentulismo (la perdita di più elementi naturali) totale o parziale, mediante l’utilizzo di impianti dentali. Questi ultimi sono elementi metallici che, inseriti chirurgicamente nell’osso mandibolare o mascellare, consentono la connessione di protesi fisse o mobili, restituendo la funzione masticatoria. Gli impianti possono avere diverse forme. Essi vengono inseriti in sedi differenti, con varie tecniche e poi connessi alle protesi con diverse tempistiche. Attualmente gli impianti sono quasi tutti realizzati in titanio. I più utilizzati sono quelli a vite di tipo endosseo. La forma degli impianti (corpo implantare propriamente detto) è cilindrica/ conica, più o meno filettata all’esterno, con una connessione interna che collega l’impianto ai monconi che sostengono gli elementi dentari di tipo fisso o gli attacchi che tengono ferme e stabili le protesi di tipo mobile. Gli impianti,dopo essere stati inseriti nell’osso, generalmente vengono lasciati sommersi sotto gengiva, per un periodo sufficiente a garantire l’osteointegrazione. Questa tecnica è stata sviluppata originariamente dalla scuola svedese e precisamente da Branemark. Essa tende a rendere più certo il successo dell’intervento implantologico prevedendo l’utilizzo di impianti endossei a vite ed a connessione protesica, con carico differito, ovvero un tempo di attesa di 3-4 mesi per la mandibola e 5-6 mesi per la mascella. Ad oggi sono ormai note le nuove tecniche per una risoluzione immediata al carico protesico, ossia tecniche chirurgiche implantari che sono orientate a riabilitare protesicamente il paziente entro le 48 ore dopo l’intervento chirurgico.

    DOMANDE FREQUENTI:

    Qual è la durata di un impianto?

    La durata a lungo termine degli impianti è oggetto di studi scientifici da circa 30 anni. I risultati finora ottenuti sono incoraggianti e lasciano supporre che, con un'accurata igiene orale e controlli regolari, gli impianti inseriti correttamente da un implantologo esperto possano durare a lungo (oltre 30 anni).

    E’ doloroso fare un impianto?

    Come ogni atto chirurgico grazie alla anestesia il dolore intra operatorio è assolutamente inesistente; per quanto riguarda invece quello post operatorio è proporzionale alla entità dell’atto stesso; in poche parole più semplice è la chirurgia meno sarà il dolore post operatorio, più complessa e lunga, maggiore.

    Chiunque può ricorrere agli impianti dentali?

    In linea di principio sì, ad eccezione i portatori di alcune rare malattie o di malattie sistemiche non sotto controllo (diabete scompensato ad esempio).

    Si possono inserire impianti a qualsiasi età?

    Negli adolescenti gli impianti sono possibili solo dopo che le ossa mascellari hanno concluso la crescita, cioè intorno ai 20 anni circa; per gli adulti non vi sono invece limiti di età: dal punto di vista statistico gli impianti effettuati in età avanzata hanno le stesse probabilità di successo di quelli inseriti in età più giovane.

    Quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi degli impianti dentali?

    Grazie agli impianti oggi è possibile realizzare delle protesi fisse ed estetiche anche nei casi che altrimenti potrebbero essere risolti solo con una protesi mobile; consentono la costruzione di ponti salvaguardando la dentatura rimasta che non deve essere preparata (limatura dei monconi dentali adiacenti); la presenza degli impianti nell’osso costituisce poi uno stimolo per quest’ultimo e quindi un ostacolo al suo riassorbimento. Uno svantaggio può essere rappresentato dalla necessità di un intervento chirurgico e da tempi di trattamento che si possono anche sensibilmente allungare (in particolar modo nel caso l’inserimento dell’impianto non sia seguito dalla sua osteointegrazione).
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    1. ESAME ACCURATO
      Il primo passo è rappresentato da un colloquio con il Suo dentista, seguito da un accurato esame della dentatura. Una radiografia o una TAC delle arcate dentali consente di verificare le condizioni del tessuto osseo che, unitamente all’impronta della dentatura esistente rappresentano gli strumenti necessari alla progettazione della Sua riabilitazione implantare.

     

    1. INSERIMENTO DELL’IMPIANTO DENTALE
      L’impianto dentale viene inserito e lasciato guarire al di sotto del tessuto gengivale. Una vite di guarigione viene fissata successivamente, mediamente dopo alcuni mesi.

     

    1. POSIZIONAMENTO DEL PILASTRO
      La seconda parte della procedura consiste nel praticare una piccola incisione a livello della gengiva per inserire il pilastro

     

    1. REALIZZAZIONE DEL DENTE
      Una volta posizionato il pilastro, viene presa un’ impronta, che viene inviata in laboratorio dove verrà realizzato il manufatto protesico: la corona, il ponte o la protesi, sulla base del modello finale. Particolare attenzione viene prestata al colore e alla forma affinché i nuovi denti siano esattamente uguali a quelli naturali.

     

    1. POSIZIONAMENTO DELLA CORONA E CONTROLLO
      I nuovi denti vengono fissati agli impianti dentali. In genere, l’intervento è seguito da un paio di visite per verificare funzionalità ed estetica e per accertare che siate completamente soddisfatti dei Suoi nuovi denti.
  • Con gli impianti dentali l’igiene orale giornaliera non è diversa da quella riservata ai denti naturali.
    Possono essere utilizzati gli stessi strumenti: spazzolini a setole extra-soft o soft, filo interdentale (normale o morbido), scovolino o spazzolino interdentale. Sono obbligatori i controlli periodici ed un igiene eseguita dal professionista in igiene dentale ogni 4/6 mesi.
  • Grazie ad elaborazioni in 3D la diagnostica preimplantare può ora contare su immagini tridimensionali capaci di mostrare al clinico fedeli riproduzioni del corpo umano e quindi migliorare notevolmente la qualità delle prestazioni. La tecnica tridimensionale permette di simulare a priori un intervento implantare riducendo così i rischi pratici a carico del paziente. Tale tecnica consente di avere informazioni altrimenti non ottenibili sul sito implantare e sulle strutture anatomiche ad esso connesse nel quadro della riabilitazione. Da una attenta indagine radiologica diventa così possibile ridurre, tramite una chirurgia diagnosticamente assistita, la tempistica del piano di trattamento ottimizzando anche la biologia della guarigione. Il posizionamento computerizzato degli impianti, riservato unicamente a casi specificatamente selezionati, rende possibile il trattamento di casi complessi con grande predicibilità di risultato e comfort per il paziente.

    La procedura per l’inserimento degli impianti in chirurgia guidata si può sostanzialmente riassumere in 6 fasi:

    1. Realizzazione del modello.
      Il modello master rappresenta la situazione del paziente ed è la base per la realizzazione della mascherina di scansione e chirurgica.

    2. Costruzione di una mascherina radiologica che sia l’esatta copia dei denti in cera.
      La mascherina di scansione contiene informazioni sul risultato protesico desiderato sotto forma di denti radiopachi (visibili nella scansione TC/DVT).

    3. Esecuzione di una radiografia tridimensionale digitale ( TC/DVT) con la mascherina in bocca. 
      Il paziente è sottoposto a scansione mentre indossa la mascherina di scansione utilizzando un normale scanner 3D per TC/DVT. Il processo di scansione può essere eseguito con la maggior parte dei dispositivi per tomografia computerizzata (TC) e tomografia volumetrica digitale (DVT) normalmente reperibili in commercio, che inviano i dati delle immagini secondo il diffuso standard di comunicazione DICOM.

    4. Pianificazione col software dell’inserimento dell’impianto sulla base delle immagini digitali acquisite. 
      L‘utilizzatore può importare i dati 3D  direttamente nel software di pianificazione. L‘impianto è posizionato in relazione all‘anatomia del paziente e al risultato protesico desiderato. Al termine della pianificazione dell‘impianto, il software genera il piano per la realizzazione della mascherina chirurgica  e gli step per la fase chirurgica.


    5. Trasformazione della mascherina radiologica in mascherina chirurgica. 
      La mascherina chirurgica è realizzata con un dispositivo secondo il piano generato dal programma per ciascun impianto. La mascherina chirurgica contiene le guaine chirurgiche che guidano gli strumenti e l‘impianto.

    6. Inserimento dell’impianto attraverso  le guide della mascherina. 
      Dopo aver fissato la mascherina chirurgica nella bocca del paziente, è possibile preparare il letto dell‘impianto utilizzando gli strumenti guidati, e poi procedere con l‘inserimento guidato dell‘impianto. Il protocollo chirurgico generato dal software di pianificazione indica gli strumenti da utilizzare per la preparazione di ciascun sito implantare.

    Mini rialzo del seno mascellare
    Il mini rialzo è una procedura possibile solo in presenza di volumi ossei che, anche se minimi, siano sufficienti a garantire una stabilità primaria dell’impianto inserito; fondamentale anche in questo caso sapere quindi con esattezza la quantità e qualità dell’osso disponibile per pianificare il tipo di intervento. La membrana del seno mascellare viene sollevata di qualche millimetro esercitando sulla stessa una leggera pressione dopo di che viene inserita la sostanza che sostituisce l’osso in quello spazio per poi finalizzare il lavoro con l’inserimento dell’impianto.



    Grande rialzo del seno mascellare
    È una procedura complessa, che viene utilizzata in casi di grave riassorbimento osseo e si devono sostituire più denti. Il materiale che andrà ad occupare un certo volume all’interno del seno mascellare sostituendo temporaneamente la massa ossea scomparsa viene inserito attraverso la creazione di una botola laterale o crestale nella parete del seno mascellare.

    Questi materiali (autologhi, omologhi, eterologhi, alloplastici) con caratteristiche diverse (osteoinduttrici, osteoconduttrici) verranno trasformati in osso dopo un periodo guarigione variabile a seconda del materiale inserito. Dopo questo periodo, si possono inserire gli impianti nel nuovo osso formatosi.
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